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    Tottenham-Admiral: una maglia away “famigliare”…

    Nei primi mesi di quest’anno è uscito il libro “The Spurs Shirt”, pubblicazione “ufficiale” sulle maglie “lilywhites” del Tottenham espressamente voluta e supportata dalla società calcistica londinese. Al riguardo una considerazione pare d’obbligo: è un vero peccato che, sino ad ora,  le società di calcio della Seria A non abbiano ancora considerato in maniera adeguata l’importanza di una pubblicazione “ufficiale” espressamente dedicata alla storia delle casacche con i propri colori sociali (discorso che, con qualche dovuta eccezione, potrebbe essere esteso agli stessi musei…). Tuttavia va subito aggiunto che, nonostante questa evidente lacuna, i libri sulle maglie di calcio delle nostre squadre più rappresentative non mancano: eccellenti autori, supportati da attenti editori, hanno infatti saputo colmare il “vuoto”, pubblicando nel corso degli ultimi anni esaustivi e preziosi libri dedicati, ad esempio, alle maglie della Juventus (“I Colori della Vittoria” di N. Calzaretta), della Sampdoria (“La maglia più bella del mondo”), della Roma (“La maglia che ci unisce”), della Lazio (“Il Cielo come maglia”), del Milan (“Seconda pelle”). 

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    La maglia bianconera del “centenario”

    #26 E. Davids

    Per la stagione 1997-98, nel centenario della nascita della Juventus, la Robe di Kappa fornisce alla squadra una maglia bianconera che, per la prima volta, infrange la “norma” della striscia regolare: le righe, sulle spalle e sul retro, presentano infatti delle curvature. Così viene accolta la maglia del centenario da Giuseppe Sergi nel suo articolo “Stile Juventus”, contenuto nel catalogo ufficiale della mostra “Juvecentus”: 

    “Dalla metà degli anni Settanta le maglie [della Juventus] sono tornate ad una rigatura di dimensione media […] e hanno oscillazioni d’ampiezza piuttosto contenute da un anno all’altro. Fino al campionato 1997-98, con l’adozione, si spera provvisoria, di una divisa a righe larghissime, con attacchi curvi sulle spalle e sulla schiena che […] disattende due principi fondamentali [dell’araldica sportiva]: 1) la prevalenza del motivo assoluto della rigatura (posteriormente la maglia non è più a righe e anteriormente l’incontro fra le righe larghe e area dello sponsor crea un motivo a croce) ; 2) l’omogenea distribuzione dei due colori (attualmente prevalgono il nero come impressione d’insieme davanti e di fianco, data l’adozione […] della banda laterale traforata tutta nera […]). Fino alla svolta del 1997, che non a caso sta facendo discutere, la maglia bianconera della Juventus è stata certamente la divisa calcistica italiana rimasta più uguale a se stessa attraverso novantacinque anni […]”.

    La maglia del centenario, che piaccia o no, segna dunque l’inizio di una nuova epoca: nelle successive maglie Kappa, ma soprattutto nelle maglie bianconere proposte dagli sponsor del nuovo millennio (Lotto, Nike e Adidas) molto spesso le “regole” citate da Sergi sarebbero state disattese, consacrando la maglia del 1997-98 come la maglia della svolta. Curiosità: che cosa avrebbe pensato Sergi vedendo il prototipo della medesima maglia (di cui un esemplare è oggi conservato presso la BasicGallery)  in cui fra le righe bianche e nere si inserisce una leggera banda argentata? Il colore del numero e del nome sul dorso del prototipo? Ovviamente color argento…per una maglia che sarebbe stata, a nostro giudizio, spettacolare.