• MAGAZINE,  REPORTAGE

    Tottenham-Admiral: una maglia away “famigliare”…

    Nei primi mesi di quest’anno è uscito il libro “The Spurs Shirt”, pubblicazione “ufficiale” sulle maglie “lilywhites” del Tottenham espressamente voluta e supportata dalla società calcistica londinese. Al riguardo una considerazione pare d’obbligo: è un vero peccato che, sino ad ora,  le società di calcio della Seria A non abbiano ancora considerato in maniera adeguata l’importanza di una pubblicazione “ufficiale” espressamente dedicata alla storia delle casacche con i propri colori sociali (discorso che, con qualche dovuta eccezione, potrebbe essere esteso agli stessi musei…). Tuttavia va subito aggiunto che, nonostante questa evidente lacuna, i libri sulle maglie di calcio delle nostre squadre più rappresentative non mancano: eccellenti autori, supportati da attenti editori, hanno infatti saputo colmare il “vuoto”, pubblicando nel corso degli ultimi anni esaustivi e preziosi libri dedicati, ad esempio, alle maglie della Juventus (“I Colori della Vittoria” di N. Calzaretta), della Sampdoria (“La maglia più bella del mondo”), della Roma (“La maglia che ci unisce”), della Lazio (“Il Cielo come maglia”), del Milan (“Seconda pelle”). 

  • LUCIANO RACCONTA...,  MAGAZINE

    [8] Il Milan e la “Basic Merchandise”

    L. Antonino – “Ecce homo”

    [Mario] Sfogliando con te i cataloghi della F.S.M. noto che a partire dalla stagione 1986-87, anno in cui Silvio Berlusconi diviene presidente del Milan, iniziate ad occuparvi anche del merchandising della squadra rossonera. L’entrata in scena di Berlusconi nel mondo del calcio ha determinato significativi cambiamenti anche sull’aspetto pubblicitario e di merchandising, o sbaglio?

    [Luciano] Non sbagli. Con l’acquisizione della presidenza del Milan da parte di Berlusconi si verificarono profondi cambiamenti non solo in ambito prettamente calcistico, ed il tutto coincise con l’inizio effettivo della nostra collaborazione con il Milan, la squadra di club che, dopo la Juventus, ci diede maggiori soddisfazioni, determinando anche significativi rinnovamenti interni alla F.S.M. In realtà i primi contatti con la società rossonera li avemmo già l’anno precedente, quando la Rolly Go, sponsor tecnico del Milan, si era rivolta a noi per curare il merchandising della squadra. In quell’occasione, però, non realizzammo alcun catalogo, limitandoci alla pubblicazione di alcuni advertising sul Guerin Sportivo. Le cose, quindi, cambiarono l’anno successivo quando con l’avvento di Berlusconi la Robe di Kappa divenne sponsor tecnico del Milan, consentendoci, a quel punto, di realizzare il primo vero e proprio catalogo per la squadra rossonera, già testimone di quel cambiamento di assetto interno cui ho accennato.

  • LUCIANO RACCONTA...,  MAGAZINE

    [7] Non solo Juventus

    L. Antonino, “Ecce homo”

    [Mario] A questo punto, Luciano, è però doveroso ampliare le nostre considerazioni. La nascita ed il successo della F.S.M. sono senz’altro legati alla Juventus, ma è altrettanto vero che la partnership con altre importanti squadre di calcio della Serie A, oltre che a quella con la Nazionale, ha contribuito a rendere il nome della Footballsinonimo di merchandising ufficiale. Quali sono state le principali collaborazioni che hanno contraddistinto maggiormente il vostro cammino?

    [Luciano] Inizio a risponderti premettendo che l’unico vero punto di riferimento per la F.S.M. fu sempre e solo rappresentato dalla Juventus, società con cui avevamo instaurato un rapporto basato su condizioni particolari, che solo l’ambito bianconero poteva garantire. Innanzitutto la Juventus era già allora la squadra con il maggior numero di tifosi in Italia, e di conseguenza le possibilità di vendita dei prodotti bianconeri erano indiscutibilmente superiori rispetto a quelle di qualsiasi altra squadra di Serie A. A Torino, a differenza di quello che avveniva nelle altre città, potevamo contare oltre che sulla vendita per corrispondenza anche sui fan’s shop presso lo Stadio Comunale ed il centro commerciale di Via Lagrange, ai quali si sarebbero aggiunti nei primi anni novanta ben diciotto punti vendita presso il nuovo Stadio delle Alpi.

  • MAGAZINE,  REPORTAGE

    “Path to the Future”, Kappa History Book

    Il 24 maggio scorso, presso lo store “The Corner” di Tokyo, Kappa China e Kappa Japan hanno presentato il libro “Kappa History Book, Path to the Future”, un viaggio, come recita il comunicato stampa apparso su BasicPress, “nella storia del marchio degli Omini, dalle prime sponsorizzazioni sportive alle recenti co-lab con i più importanti marchi internazionali di moda e life-style”.  Le operazioni che hanno portato alla pubblicazione del testo (coordinate da Cecilia Botta e dallo staff di BasicGallery) hanno visto la condivisione di gruppi di lavoro dislocati a New York/Torino, Pechino e Tokyo, e in un libro che tratta delle grandi collaborazioni tecniche intessute negli anni dal brand torinese dei “due omini” non poteva di certo mancare un importante spazio riservato alla Juventus. Al riguardo, come già avvenuto per i “meeting” di Parigi e di Miami dello scorso anno, anche Cameretta Bianconera, coinvolta dallo staff di Basic Gallery, ha fatto la sua parte. Oltre alla consulenza per la scelta del materiale della Juventus da condividere nelle pagine del libro abbiamo anche avuto modo, intervistati dallo staff del magazine “Prodism Japan”, di prendere parte agli “interventi” ospitati nel Kappa History Book. Con grande soddisfazione condividiamo qui, oltre ad alcune immagini del libro, la nostra intervista inserita nel Kappa History Book.