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    Roma, Stadio Olimpico: Pouchain vs Robe di Kappa

     

    Maglia A.S. Roma “Pouchain” e maglia F.C. Juventus “Robe di Kappa”

     

    di Mario Stefano Tonda

    Il 17 dicembre del 1978 la Roma e la Juventus si affrontano per la dodicesima giornata di campionato, ma la partita destinata ad essere ricordata non si gioca sul terreno dell’Olimpico, quanto sulle maglie delle due squadre. Dalla stagione ‘78-‘79 la Figc autorizza le società di Serie A ad apporre sulle casacche il logo del fornitore tecnico e quella domenica Roma e Juventus, per la prima volta, presentano sulle loro maglie rispettivamente la “P” stilizzata del marchio Pouchain e i “due omini” del brand Robe di Kappa. Va da sé che la data in questione sia da ricordare anche per le vicende inerenti la nascita, in Italia, del merchandising calcistico che, con la comparsa degli sponsor tecnici, stava inevitabilmente iniziando a prendere forma.

     

    La sponsorizzazione tecnica delle tenute da gioco della Roma e l’idea di vendere ai tifosi il materiale ufficiale della squadra costituiscono, per l’imprenditore Maurizio Pouchain, un unico pensiero. In seguito ad un viaggio negli Stati Uniti, in cui ha modo di constatare come per i supporters delle squadre della ML, NFL e dell’NBA sia consuetudine indossare i colori del proprio team, Pouchain, la cui attività principale non riguarda l’ambito tessile, decide di allestire il maglificio acquisito per passione anni prima per proporsi come fornitore tecnico della Roma, già con il preciso intento di approntare, parallelamente, un’operazione di merchandising.

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    La maglia traforata della Juventus, un modello Robe di Kappa innovativo?

    Le maglie “traforate” Robe di Kappa

    Nella stagione 1990-91 la Juventus presenta un’inedita (o quasi…) divisa da trasferta di colore nero. Per la prima parte della stagione la maglia nera è proposta in un particolare materiale traforato, già sperimentato dalla Juventus con la maglia da allenamento fornita dalla Kappa per il ritiro pre-campionato di Buochs (nella duplice versione bianca e nera). La maglia nera traforata è salutata dai tifosi con grande entusiasmo, costituendo il capo più venduto quell’anno sui cataloghi F.S.M., per una stagione comunque fallimentare anche sul piano del merchandising, dati i risultati non proprio brillanti del “calcio champagne” portato da Gigi Maifredi…

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    Il telaio di “Eduard Dubiet”

     

    Tutti i cataloghi della F.S.M. fino alla stagione 1988-89 sono caratterizzati da trafiletti che, in versione più o meno ampliata, descrivono il famoso telaio Dubied con cui veniva confezionata la cosiddetta maglia “All Time” della Juventus. Ad oggi la descrizione più esauriente del particolare macchinario è tuttavia quella che compare sul pannello esplicativo posto accanto al telaio, esposto in una apposita sala del quartiere generale di BasicNet a Torino, società proprietaria del marchio Robe di Kappa e, dal 2008, anche del prezioso cimelio.

     

    STORIA DELLA MACCHINA PER MAGLIERIA DUBIED

    Per conoscere la vera storia della macchina per maglieria “DUBIED” bisogna risalire al 1930, quando l’ingegnere svizzero Eduard Dubied (esperto in macchine per tessitura), tifoso juventino, dopo una serata piacevole con alcuni amici dirigenti della Juventus di allora, decise di progettare e fabbricare un telaio particolare per realizzare una maglia a strisce verticali con elasticità orizzontale. Nacque così una maglia bianconera speciale per la sua Juventus.

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    Il logo societario “nascosto” [di E. Confalonieri]

    Il logo “nascosto”

    Nel 1989 anche la Juventus aderisce definitivamente alla grande rivoluzione che in quegli anni stava interessando le maglie da calcio, ovvero il passaggio inesorabile delle casacche in cotone alle maglie in materiale sintetico (al riguardo i mondiali di Italia ‘90 saranno i primi interamente giocati con maglie sintetiche, divenute ormai obbligatorie). Per essere precisi la Juventus già l’anno precedente (stagione ’88-’89) aveva adottato maglie sintetiche, utilizzate però solo in sporadiche occasioni, come per il debutto in campionato e in tre partite di Coppa Italia di inizio competizione. Un anno dopo, nell’agosto del 1989, la squadra è quindi pronta per il salto definitivo e la Robe di Kappa propone alla società un materiale innovativo: ha così inizio la fase delle maglie con trama in filigrana e, sfruttando il cosiddetto procedimento “a jacquard”, con grande eleganza lo sponsor tecnico decide di inserire per la prima volta sulla maglia bianconera, sebbene in forma velata, lo stemma societario.