LUCIANO RACCONTA...,  MAGAZINE

[5] Stefano Tacconi, il numero 1 dei testimonial

L. Antonino, “Ecce Homo”

[Mario] Il tuo racconto, Luciano, ci porta dunque al catalogo bianconero della stagione 1986-87, presentato come “il primo catalogo riassuntivo”. In questa pubblicazione viene proposta ai tifosi della Juventus la collezione completa dei prodotti disponibili, iniziando da quelli presenti già nei primi cataloghi e proseguendo con le novità che si erano nel frattempo aggiunte. Le sue pagine divengono anche l’occasione di mostrare la F.S.M. ai tifosi in maniera più approfondita pubblicando, ad esempio, alcune foto che la riguardano. Il catalogo del 1986-87 segna, infine, l’esordio in qualità di testimonial di quello che sarebbe divenuto il giocatore della Juventus più vicino alla Football Sport Merchandise…Cosa ricordi di quella pubblicazione?

[Luciano] In un’epoca in cui, a differenza di quello che avviene oggi, le maglie e le forniture tecniche delle squadre non si rinnovavano in maniera frenetica, era possibile immaginare un catalogo che, oltre a proporre le novità dell’imminente stagione, riassumesse i prodotti in vendita ormai da qualche anno. Nel catalogo 1986-87 presentammo dunque una sorta di riassunto dei capi disponibili, cogliendo anche l’occasione, come hai sottolineato, per fornire ai tifosi, che ormai ci seguivano con grande interesse e curiosità, qualche informazione in più riguardo alla Football Sport MerchandiseParallelamente alle immagini dei prodotti pubblicammo alcune fotografie della nostra sede di Via Bologna, del punto vendita allo Stadio Comunale e del nuovo fan’s shop di Via Lagrange 15, inaugurato nell’autunno del 1985 e indispensabile per offrire, al centro di Torino, la possibilità di acquistare in ogni giorno della settimana l’abbigliamento tecnico della Juventus, senza dover limitare le vendite in occasione delle partite che la squadra giocava in casa. La novità più grande del catalogo del 1986-87 fu però rappresentata dall’entrata in scena, come testimonial, di Stefano Tacconi, che avevamo avuto modo di conoscere proprio nell’estate del 1986 in occasione del ritiro di Macolin, dove avemmo la possibilità di frequentare i giocatori della Juventus in maniera più confidenziale. Il calciatore con cui legammo di più fu proprio Tacconi che, dimostrando un particolare interesse per la nostra attività, avanzò delle precise richieste, offrendo preziosi spunti su cui ragionare. Scoprimmo così che Stefano non era nuovo a questo genere di cose, collaborando già in maniera partecipativa con la Uhlsport, azienda leader nella produzione di maglie da portiere e fornitrice della stessa Juventus. Il primo suggerimento di Tacconi fu quello di ideare per la squadra in ritiro un abbigliamento sportivo da riposo: i giocatori potevano indossarlo in hotel oppure durante le libere uscite mentre noi avremmo poi potuto metterlo a disposizione dei tifosi all’interno dei nostri cataloghi. L’intuizione era ottima e la proposta di Stefano fu subito accolta: l’anno successivo, nel ritiro estivo di Buochs, i giocatori della Juventus sarebbero stati dotati di un abbigliamento sportivo casual, messo poi in vendita nel catalogo bianconero della stagione 1987-88. Testimonial dell’abbigliamento “relax” furono Ian Rush e, ovviamente, Stefano Tacconi. Intanto, a partire dal catalogo dei prodotti della Juventus per la stagione 1986-87, Tacconi sarebbe divenuto non solamente il testimonial numero uno della Football Sport Merchandise, ma anche un suo prezioso e disponibile collaboratore, spesso gradito ospite presso i nostri uffici di via Bologna. Se Tacconi fu il nostro testimonial di punta non va tuttavia dimenticata l’attenzione dedicata alla F.S.M. da parte di Sergio Brio, spesso coinvolto, oltre che in qualità di indossatore, anche nelle numerose iniziative che intanto avevamo iniziato ad organizzare parallelamente all’attività di merchandising. Sergio, proprio insieme a Stefano, sarebbe stato protagonista del concorso “a cena coi campioni”, indetto in quegli anni per premiare, con una cena in compagnia di uno dei due giocatori, alcuni fra i tifosi che acquistavano i prodotti sui nostri cataloghi. Un’iniziativa analoga era quindi “vinci il ritiro”, che dava invece la possibilità ad un fortunato cliente della F.S.M. di trascorrere alcuni giorni, in compagnia della squadra bianconera, presso la località di ritiro scelta dalla Juventus. Da un lato, come testimoniano le parole di Boniperti in apertura del catalogo 1987-88, stavamo diventando sempre più una realtà importante per la stessa società di Piazza Crimea, dall’altro, crescendo in maniera esponenziale i nostri ordini alla Robe di Kappa (sempre più sostanziosi nell’esigenza di soddisfare la crescente richiesta dei tifosi della Juventus) ci stavamo ponendo sempre più come un cliente di riferimento per il brand torinese. Silvano Stella, già prezioso collaboratore di Maurizio Vitale nonché principale responsabile delle forniture tecniche della Robe di Kappa, iniziò così a ritenere il nostro supporto di grande importanza e nel 1987, in occasione del novantesimo anniversario della fondazione della Juventus, collaborammo di fatto alla creazione di un nuovo abbigliamento tecnico della squadra. Fu la F.S.M.a suggerire e a far produrre la maglia rosa che i giocatori della Juventus avrebbero indossato nel novembre di quell’anno nella partita contro l’Avellino e possiamo dire che, in quell’occasione, non rappresentammo solamente un tramite tra la Juventus ed i suoi tifosi, ma diventammo a tutti gli effetti partner fornitore della squadra bianconera.