LUCIANO RACCONTA...,  MAGAZINE

[4] Il catalogo F.S.M. “introdotto” da Italo Cucci

L. Antonino – “Ecce homo”

[Mario] Nella primavera del 1986 compare, per la prima volta, un supplemento al catalogo della Juventus della stagione in corso, a testimonianza di come le vostre idee iniziassero a svilupparsi più rapidamente rispetto ai tempi imposti dal campionato, rivolgendosi anche ad una tipologia di materiale di vostra creazione.

[Luciano] Sì, oltre alla vendita dell’abbigliamento tecnico ufficiale che la Robe di Kappa metteva a disposizione della squadra, che costituiva comunque il tratto distintivo della F.S.M., iniziammo anche ad ideare prodotti di abbigliamento casual sui quali, grazie ad un ulteriore accordo raggiunto con la Juventus, avremmo potuto applicare i loghi della squadra bianconera.
Queste tipologie di articoli, quali felpe e giubbotti, iniziarono però a fare la loro comparsa già nel catalogo 1985-86, in cui la loro descrizione non fu associata, come avveniva solitamente, ad una fotografia, quanto ad un disegno realizzato da Gigi Merlo. Gli articoli, infatti, non erano ancora stati prodotti e la loro effettiva realizzazione sarebbe avvenuta solo se fossero pervenuti gli ordini.
Rendendoci conto che i nuovi prodotti avrebbero avuto mercato decidemmo così di stampare un supplemento al catalogo 1985-86 dove, oltre a riproporre l’abbigliamento tecnico ufficiale della squadra, potemmo dare sfogo alla nostra fantasia, proponendo soprattutto felpe che riproducevano l’immagine di quella che nel frattempo era divenuta la vera star del merchandising bianconero, la mascotte Giampi. Oltre a questo il supplemento primavera-estate del 1986 fu importante per l’ulteriore legame che si venne a creare con il Guerin Sportivo: innanzitutto il catalogo si aprì con un trafiletto introduttivo di Italo Cucci, divenuto nel frattempo membro del consiglio di amministrazione della F.S.M, quindi facemmo stampare il supplemento a Bologna dalla medesima stamperia del Guerin Sportivo, i Poligrafici il Borgo, che da quel momento sarebbe divenuta la tipografia dei successivi cataloghi F.S.M. Un discorso particolare merita quindi il nuovo numero telefonico per gli ordini che fece la sua comparsa proprio nel supplemento del 1986. Come puoi vedere nel catalogo primaverile il numero di telefono per gli ordini, introdotto nel catalogo 1985-86, si trasformò in un numero di sole quattro cifre, che risultava, secondo le regole della vendita per corrispondenza, di gran lunga più utile per indurre ad acquistare. La conquista del numero breve, che veniva concesso non così agevolmente, fu tutt’altro che semplice e la nostra fortuna fu rappresentata dal fatto che l’impiegata della Sip che venne a fare il sopralluogo nel loft di Via Bologna fosse tifosa della Juventus: ci diede il numero breve e noi le regalammo due biglietti per una partita, mi pare di ricordare si trattasse di una partita di coppa. Se il 1985 fu dunque un anno rivoluzionario, possiamo dire che il 1986 fu un anno creativo. Al riguardo un ulteriore spunto ci fu offerto dalla decisione della Juventus di organizzare, in vista della stagione 1986-87, il primo vero e proprio ritiro estivo. Quell’estate la società aveva infatti deciso di preparare la stagione calcistica a Macolin, località di villeggiatura svizzera, e non a Villar Perosa, la cittadina di origine della famiglia Agnelli dove ancora oggi si apre ufficialmente la stagione bianconera con la tradizionale partita estiva della prima squadra contro i giovani della formazione “primavera”. Con Marco concordammo subito che la nuova dimensione offerta dal ritiro estivo poteva costituire per noi un’ottima opportunità, rimandando ad una situazione molto vicina all’ambito del merchandising musicale da cui la F.S.M. proveniva. Immaginammo il ritiro di Macolin come una sorta di tournée dei calciatori, un evento al quale i tifosi della Juventus avrebbero preso parte desiderosi di vedere all’opera i loro beniamini e magari lasciandosi attrarre dalla possibilità di acquistare in anteprima i nuovi capi di abbigliamento della squadra. Pensammo subito di organizzare una sorta di fan’s shop mobile, per un’esperienza che di lì in avanti si sarebbe ripetuta, in maniera sempre più strutturata, anche per i futuri raduni estivi di Buochs e Vipiteno, per i quali avremmo pubblicato anche appositi cataloghi. Il ritiro di Macolin fu importante per noi, perché ci suggerì alcune idee che avremmo poi realizzato a partire dal catalogo successivo.