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Dalla F.S.M. alla “Old Legend Jersey”

 
Rivista “Calcio Gold”

Proponiamo di seguito una significativa intervista rilasciata nel dicembre del 2002 da Luciano Antonino (fondatore insieme a Marco Boglione della F.S.M.) a Mario Bruno, inviato della rivista “Calcio Gold”. In queste righe il signor Luciano traccia il percorso che conduce dalla F.S.M. all’operazione revival Old Legend Jersey:

“MAGLIE LEGGENDARIE, ovvero maglie d’autore, copie fedeli di tenute da gioco particolari, magari realizzate con telai d’epoca e firmate. Sapete chi ha inventato il merchandising? Quella strepitosa emozione che provoca ogni tipo di oggetto indossato con coraggio, persino con sfrontatezza, per testimoniare e sostenere la propria appassionata idea sportiva? «Se mi consentite, l’ho inventato io». Il pioniere dell’abito da gara casual per i tifosi in genere si chiama Luciano Antonino, e vive, oggi proprio serenamente, in campagna in quel di Bairo, placida zona del Canavese, rigogliosa terra del Piemonte. Signor Antonino che fece, allora, tanti anni fa? «Assieme a Maurizio Vitale e a Marco Boglione, è storia del 1983, ci incamminammo su una strada che si è rivelata nel tempo molto importante e, se mi passate il termine, addirittura rivoluzionaria: decidemmo infatti di vendere i prodotti ufficiali delle squadre di calcio».

Ciò che nel tempo si è tramutato in un maxi-business per molti e, soprattutto, in una delle entrate fondamentali per il bilancio di ogni società che si rispetti. L’oggettistica che contrassegna il proprio amore sportivo ha infatti assunto poteri commerciali di rara aggressività coinvolgendo un po’ tutto il creato, come dire, qualsiasi cosa che fa parte della nostra quotidianità. Dipinta con qualche colore che rappresenta qualcosa. Ma torniamo ad Antonino: «Noi fondammo la Football Sport Merchandise, società leader, è ovvio perché fummo i primi a vendere prodotti per corrispondenza ed i primi a poter operare nell’ambito degli stadi. Fummo veramente i primi».
Storia da Guinness dei primati, che, nel tempo ha però cambiato volto: «La mia sensazione è che il pubblico di oggi abbia un po’ perso l’entusiasmo di allora – prosegue il signor Luciano – il discorso è complesso, ma qualcosa è sicuramente mutato, e così io sono tornato ad allora …». Il giro di parole per dire che Luciano Antonino ha avuto un altro guizzo “dei suoi” rigenerando la storia e riprendendo in mano quei valori che allora lasciarono il segno. Si è inventato la maglia d’autore, il capo che richiama alla mente le gesta dei grandi e delle grandi, la cosiddetta maglia storica costruita come allora. «Convinto come sono che quello fu il miglior momento emotivo del calcio italiano, sono ripartito da vent’anni fa, dando vita a una serie di maglie legate ai principali giocatori del calcio juventino. Della Juve sono esclusivista, ma il mercato mi sta ora portando ad ampliare questo piano di lavoro». Le maglie storiche: che cosa vuol dire? «Si tratta di capi tessuti e concepiti con le stesse caratteristiche di vent’anni fa. Porto l’esempio della maglia della Juventus 1983 Ariston: viene tessuta da una macchina del 1930. Filato e lavorazione sono identiche ad allora: e la macchina viaggia con i … suoi ritmi, se si considera che produce soltanto 8 pezzi al giorno». La macchina, detto per inciso, è da museo. Nel 1930 l’ingegnere svizzero Eduard Dubied, tifosissimo bianconero, elaborò un telaio particolare per realizzare una maglia a strisce verticali con elasticità orizzontale. È questa macchina che Luciano Antonino è riuscito ad accaparrarsi, a rigenerare ed a riutilizzare su gentile concessione della famiglia Savio “Maglificio Romano”. La produzione è da …boutique: «Per forza. Numerata: 500 pezzi per esemplare, con certificato controfirmato dalla Kappa e con vidimazione di Roberto Bettega, perché io continuo ad operare con Juventus e Kappa». Anche il costo è da boutique: «Questo è un capo di affezione: lo dicono l’artigianalità con la quale viene prodotto ed il numero assolutamente limitato dei pezzi messi sul mercato. L’obiettivo non è sicuramente quello di fornire all’utenza un prodotto da supermercato, caso mai da superricordo». I clienti? «In massima parte giapponesi, anche se l’Italia si ricorda ancora con calore dei propri miti, ma i nostri campioni, dall’altra parte dell’oceano suscitano ancora la grande emozione che io personalmente cerco e nella quale credo». La “maglie più titolate al mondo”, reperibili anche sul catalogo della Juventus, hanno un prezzo di vendita importante: 230 euro. Ma presto, considerando la produzione limitata, acquisiranno un prezzo ancora superiore, divenendo per forza di cose un vero e proprio prodotto da collezionisti, come un francobollo o un quadro. L’idea, che nell’arco di due anni si è attestata favorendo per forza di cose ragionamenti di ordine imprenditoriale, tende fatalmente ad allargarsi coinvolgendo altre realtà. «Alle maglie di Michel Platini – di cui esistono tre versioni – e poi di Bettega, Boniek, Rossi, Schillaci, Vialli, Del Piero ho già affiancato Falcao, ma il prossimo capo da collezione mi porterà al sud: sto infatti trattando per la maglia di Diego Armando Maradona. Ed ho precise richieste anche per Baggio con la maglia della Fiorentina e della Nazionale…». Storia di allora che ritorna, bella storia.” Mario Bruno.